Un pomeriggio di pensieri sparsi e piccole (importanti) idee..

Sento spesso dire: la noia può uccidere, che detta così, mette ansia. Io non la provo spesso, anzi quasi mai, perché fra, lavoro, casa, affetti e hobbies personali, non mi resta molto tempo per annoiarmi. Ma se ci si riflette sopra un pochino, può, se perdura in modo esagerato,   portare ad uno stato di malessere psichico che potrebbe poi scatenare altre problematiche.

Per fare un esempio, si potrebbe trasformare lentamente in insoddisfazione, verso la propria vita o verso la propria attività lavorativa e alla lunga, in depressione. Non parlo certo per competenze personali e scolastiche, anche se da ragazza avrei voluto diventare psicologa, ma gli eventi mi hanno poi indirizzata altrove; parlo solo per una valutazione basata su letture e su osservazione dei comportamenti delle persone. Mi ha sempre intrigata parecchio cercare di capire le persone intorno a me, cercare di conoscere le motivazioni che riguardano scelte di vita o semplicemente, modi di esprimersi, atteggiamenti più o meno enfatizzati, reazioni agli eventi e così via.

Il mio interesse verso questa materia non ha motivazioni legate a psicologi in famiglia, mi sono ritrovata e ne ho preso maggior coscienza solo da grande, grazie anche a conoscenze ed esperienze fatte nel corso della vita. Quindi , tengo a precisare che il mio resta solo un personale ed opinabile pensiero e nulla più.

Ho sempre percepito, però, una responsabilità dentro me stessa a non sottovalutare il problema. Questa percezione si è ampliata maggiormente dopo il mio impatto violento e sofferto con gli attacchi di panico. Li ho scontrati, anzi, mi ci sono azzuffata parecchi anni fa, circa 20.

Ero più giovane, più inesperta, più vulnerabile e più disarmata. Ho avuto però, dopo un inizio di apnea totale, degli incontri con persone che mi hanno aiutata ad andare a fondo, per capire il motivo del mio dolore. Mi hanno trasmesso con parole semplici la totale infondatezza alla colpevolizzazione di noi stessi. Il concetto di senso di colpa è stato da me compreso, finalmente, e visto con la giusta luce. Dopo mesi e mesi di lavoro su me stessa ho assegnato un posto a questa sensazione di inadeguatezza, che non era più prioritaria e dirompente ma solo utile a rendermi conto dei miei errori per non ripeterli. Cadere è fisiologico e non irreparabile, l’importante è sapersi rialzare.

Ho abbandonato l’elucubrazione che non porta a nulla, e ho abbandonato il crogiolarmi nelle mie manchevolezze, focalizzando tutte le mie energie verso la soluzione dei miei malesseri.

Con tanto lavoro e passi, a volte indietro e spesso avanti, ne sono uscita. La battaglia è stata dura come tutte le battaglie, ma se si hanno gli espedienti, come la presa di coscienza, le persone giuste,  l’affetto e la tenacia, la vittoria è assicurata. I momenti “bui” o a volte “grigetti” nella nostra vita ci sono e ci saranno sempre. Ma.. mai drammatizzare.

Questa esperienza personale ha ancor di più avvalorato il mio interesse alla ricerca di valutazioni e soluzioni a questi temi. Trovo fondamentale quindi la solidarietà verso chiunque abbia un problema psicologico o pratico (che poi fan parte della stessa famiglia) L’ascolto è un primo e valido aiuto. Per me è stato fondamentale. e penso, che lo sia per tutti.

Da parecchi anni uno dei miei motti preferiti è: AL POSTO GIUSTO NEL MOMENTO GIUSTO e potrei aggiungere, senza dubbio alcuno, CON LE PERSONE GIUSTE! Tutto il resto è noia!