Altre Storie

Io io e ancora io (e il potere della gentilezza, e di una tortina di verdura)

Oggi, mentre mi recavo in studio ad Albenga, ha attirato la mia attenzione una piccola panetteria col nome in dialetto ligure “A butega du pan”. Sono entrata, e ho subito notato l’ultima pagnottina integrale e una tortina deliziosa di verdure, che all’ora di pranzo mi stuzzicava parecchio.

Dietro di me una signora era appena entrata, aveva adocchiato la stessa tortina e chiedeva alla negoziante se fosse l’ultima. Le ho sorriso, e le ho proposto con semplicità di fare a metà con me, così da avere l’opportunità entrambe di gustarla. Ne è scaturita una serie di ringraziamenti cordiali e inattesi. E soprattutto era curiosa di sapere di dov’ero, perché non mi aveva mai incontrata. Alla fine mi ha lasciato l’intera porzione e ci siamo salutate come due care amiche.

Che strano siano diventati inusuali le maniere gentili, o i gesti altruisti che sarebbero normali e quasi ovvi. Non avrei mai creduto di dover come mia nonna e mia mamma: “Ah come sono cambiati i tempi!” E invece è proprio così. Siamo sempre più concentrati su noi stessi..io..io..e ancora io. Non ci accorgiamo neanche più di chi è accanto a noi ogni giorno. Questo guardare solo al nostro ombelico, al nostro orticello, ci ha fatto diventare egoisti e distaccati l’uno dall’altro, senza forse esserlo in fondo. Diffidenti delle azioni altrui e accondiscendenti invece verso le nostre scelte, che a volte, perdendo il confronto con gli altri, possono essere negative anche per noi stessi.

Non mi ritrovo in questo stile di vita, faccio fatica, e pur rischiando di sembrare un po’ credulona e ingenua, proseguo nel credere che si possa pensare a se stessi,  sempre senza dimenticare chi ci vive accanto. Mi piace semplicemente comportarmi con gli altri come vorrei che facessero con me, con senso di comunità, rispetto e gentilezza. E’ così che ho provato ad educare mia figlia, ed è così che penso tutti in fondo – ognuno con il suo modo e la sua personalità – vogliano vivere. Avendo presente che il rispetto e ogni piccolo gesto quotidiano possono fare la differenza, regalare un sorriso, farci ricordare che anche ostacoli, rabbia, problemi, si affrontano meglio se ci si sente parte di una comunità. E quando ho un po’ di tempo in cui sono in silenzio e ammiro il cielo o il mare, o un gattino che passa, mi ritrovo a ringraziare di essere magari ingenua o credulona, e provo un senso di calma e di pace. Quella sensazione di non aver camminato (o non essermi affannata) invano, di aver saputo trovare il modo di respirare e amminare tutte le cose belle che mi sono ritrovata davanti durante il mio percorso, un tesoro impagabile.

832 commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.